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Le gioie della condivisione

Testo: Hendrik Lakeberg

Le gioie della condivisione

Le gioie della condivisione

Testo: Hendrik Lakeberg

Si tratta di una tendenza in rapida crescita che promette libertà e si sta diffondendo in tutti i settori.

Adesso condividere è più “cool” di possedere, e la Generazione Y sta abbracciando il trend: i trentenni o giù di lì condividono cibo, outfit e appartamenti su apposite piattaforme; vedono i film in streaming anziché comprare i DVD; usano spazi di co-working invece di uffici fissi, Instagram al posto degli album di foto e Facebook in sostituzione dei diari.

Condividere è un istinto umano primordiale e basilare. Oltre che essere essenziale per la sopravvivenza, la condivisione tiene insieme le comunità ed è un metodo collaudato per concludere affari. Condividendo si crea anche una sorta di “economia di favori reciproci”, i cui partecipanti si scambiano beni e servizi piuttosto che denaro.

 

Le teorie economiche razionali raramente centrano l’obiettivo quando cercano di spiegare la funzione, lo scopo e i vantaggi della condivisione. Ma come abbiamo notato più volte nel tempo, le persone non sono “homo economicus” razionali. Molti esperimenti hanno dimostrato che gli esseri umani non sono egoisti per natura. Condividere è nel nostro DNA: siamo soliti invitare gli amici a pranzo e prestare piccoli elettrodomestici, libri, impermeabili o sciarpe. Spesso siamo perfino contenti di distaccarci un po’ dai nostri effetti personali e di prestarli a un gruppo di amici fidati, sia che riceviamo qualcosa o non otteniamo nulla in cambio.

 

Tuttavia, benché l’altruismo spieghi in parte perché la “sharing economy” sta vivendo un periodo di boom, un’altra motivazione risiede nell’aspetto finanziario. La gente è motivata a guadagnare qualche extra noleggiando temporaneamente i propri appartamenti. Gli utenti, a loro volta, scelgono questi appartamenti perché sono più economici degli hotel e di solito offrono un tocco personale in più.