Si apre la Claire! Per GOT Garage si raccontano Davide e Matteo Penitenti, rispettivamente padre e figlio che hanno una grande passione per la Stella e, in particolare, per Classe G. Davide, nato a Castel d’Ario e cresciuto attraverso i racconti delle gesta epiche di Tazio Nuvolari è, in generale, un collezionista di cose belle e con il figlio Matteo condivide lo stesso amore per i motori leggendari, oltre ad aver partecipato e vinto, a bordo di una Mercedes-AMG GTR , la prima edizione del Grand-Road Venezia-Montecarlo: la gara riservata alle supercar costruite dal 1982 al 2019 e organizzata dalla Scuderia Mantova Corse. Oggi entriamo nel loro garage, per scoprire una nuova e appassionante storia.

Tre Classe G allineate in un piazzale

Cominciamo dall'inizio: come è nata la tua passione per la Stella?

È nata per gioco o meglio: da un giocatolo. 55 anni fa mi ritrovo a giocare con un mio amico al quale era stato regalato un modellino di una Mercedes-Benz. Era una di quelle grandi. Non ricordo bene la scala ma potevo vedere benissimo i dettagli. Allora non c’erano tanti stimoli e bastava poco per volare alto con l’immaginazione. Poi quel modellino lo vedevo dal vivo, ogni domenica, parcheggiata davanti alla chiesa. Era del signorotto del paese, ma soprattutto era il mio sogno. Allora giurai a me stesso che un giorno ne avrei posseduta una anche io.

 

E il tempo mi ha dato ragione: nel novembre del 1984 ho acquistato la mia prima Mercedes-Benz 300 SEL W109. Apparteneva all’Ambasciata dell’Oman in Itala. Lei ha fatto da apripista a tutte quelle che sono arrivate dopo. Ma la passione non si è fermata alle sole auto ma anche ai documenti, ai libri, alla cultura: una delle librerie che ho in casa contiene almeno 200 libri di automobili e tantissimi di loro sono sulle Mercedes-Benz, compreso volumi su Classe G. Perché quando ami qualcosa ne vuoi sapere sempre di più.

Hai detto: "Sono un collezionista di auto-mobili e non di auto-statiche". Come definiresti Classe G?

La regina delle auto-mobili. E sai perché? Perché spesso, tra i collezionisti di auto, ricorre una domanda: ma quel modello – per dire, del ‘73 – sarà adatta per fare quella o quell’altra uscita? Ebbene, una Classe G è adatta a tutto. Non devi porti nessuna domanda, perché lei ti poterà ovunque.

 

Ricordo la sera di un Capodanno, era il 31 dicembre del 2023. Con mia moglie eravamo diretti in Val di Fassa e precisamente al Passo San Pellegrino vicino a Moena. Attenzione: quella notte era prevista neve. Noi avevamo l’invito per la serata, smoking e abito elegante, insomma eravamo pronti per festeggiare. E con che auto siamo usciti? Con una G 63 naturalmente, non preoccupandoci della neve che poi, in effetti, è scesa copiosa. Classe G ci ha riportati a casa sani e salvi, tornando giù dal passo San Pellegrino con una naturalezza imbarazzante, attraversando oltre 40 centimetri di neve. Provate a chiedere come è andata a chi aveva delle bellissime ma normalissime auto.

 

Per quanto riguarda la distinzione tra auto-mobili e auto-statiche è necessario fare un inciso, per spiegare meglio cosa intendo. Come dico spesso, la maggior parte dei collezionisti sono degli accumulatori seriali, perché di fatto finiscono per avere bellissimi modelli ma che, per una cosa o per l’altra, non usano. I motivi sono tantissimi – che non sto qui ad elencare – ma se un’auto non puoi usarla, viverla, sentirla parte della tua quotidianità, a cosa serve? Perché ti dico una verità: più un’auto è meravigliosa e meno è fatta per stare ferma in un garage.

Sappiamo che hai lavorato in Iraq con Classe G. Hai qualche aneddoto in particolare?

In Iraq ho avuto due Classe G: una G 500 a benzina e una AMG G 63. I molteplici viaggi tra Kirkuk e Mosul tra le strutture fortificate e le carceri ex Saddam Hussein sono di per se molto carichi di emozione. In particolare, ricordo un viaggio di 3400 km che, dall’Iraq, ci ha riportato in Italia passando per Siria, Turchia e Grecia, per poi sbarcare ad Ancona. Se non ricordo male era il febbraio 2018, ai tempi degli scontri tra Siria e Turchia. Erdogan aveva issato una rete di protezione e noi abbiamo costeggiato proprio quella rete.

 

Un viaggio incredibile, anche dal punto di vista dei consumi: la G 63 ha utilizzato 6,5 quintali di carburante. Devo aggiungere che l’avventura è anche il solo utilizzare un’auto in quei territori aridi e caratterizzati solo dai pozzi petroliferi……l’aria che respiri odora di petrolio.

 

Devi pensare che da metà giugno a metà settembre ci sono temperature che spesso oltrepassano i 50° con l’asfalto che sfiora i 70°, ma la Classe G ha sempre affrontato quel clima senza problemi: è sempre pronta a portami ovunque.

Passiamo alle basse temperature: hai lavorato anche in Siberia con Classe G. È stata all'altezza?

Passare dall’Iraq alla Siberia è una bella escursione termica. Da + 50° a -50° ma credimi: Classe G non ne ha risentito. L’unica accortezza che ho dovuto adottare era tenere l’auto sempre accesa, per evitare che si congelassero i liquidi. Classe G non teme il gelo, ma alcuni elementi sì. Quindi, per fronteggiare quelle temperature estreme dovevo tenere sempre l’auto accesa, anche quando andavo a dormire.

 

Ovviamente Classe G è una macchina che non ha limiti, ma sulla neve – visto che si tratta di un’auto piuttosto pesante – va guidata con accuratezza. La stabilità viene garantita anche da pneumatici adeguati, ma in Siberia, spesso, i fiumi ghiacciati diventano delle vere e proprie strade, e avere una compagna affidabile e indistruttibile come Classe G è fondamentale.

A tuo figlio Matteo hai regalato una Classe G del 1984. Perché?

A essere sincero non so se sono stato io a sceglierla o lei che ha scelto me. Perché si è trattato di un puro caso, che poi mi ha fatto scoprire una versione speciale. Da una parte avevo bisogno di dare a mio figlio un’auto che fosse stabile, sicura, affidabile e che, al tempo stesso, non corresse troppo. Dall’altra, qualcosa di unico per mio figlio. Sapevo che un amico aveva una Classe G davvero particolare: 9 posti, color sabbia del deserto, con targhe e libretto originale. Insomma, una vera chicca per un collezionista come me. Allora ho pensato che questa potesse essere davvero l’auto giusta. In più, aveva anche il doppio tetto, tipiche delle auto destinate ad attraversare le zone desertiche, per isolarle dal caldo cocente. Non è una caratteristica così insolita sulle auto ma lo è per Classe G, perché ne sono state fatte davvero poche: ecco l’unicità che cercavo per mio figlio.

Classe G color sabbia del 1984

Una domanda per tuo figlio: come è stato salire per la prima volta su Classe G?

Allora, diciamo subito che bisogna fare un distinguo perché ogni volta che sali a bordo di una Classe G può essere considerata una prima volta. Ognuna ha delle caratteristiche uniche, che puoi scoprire solo se ti metti alla guida.

 

Ad ogni modo, la mia vera prima volta sarà stata a dieci anni: sono andato con mio padre a ritirare la G 320 diesel di famiglia. È in quell’occasione che l’ho vista per la prima volta ma a me, che ero solo un bambino, sembrava un solo grosso cubo con quattro enormi ruote di gomma.

 

Eppure, sulla strada verso casa, la sensazione che riusciva a trasmettermi quel cubo era incredibile: potente, stabile, capace di affrontare e superare qualunque ostacolo. Un po’ come fosse una di quelle auto dei super eroi. E credo che ancora non avessi mai sentito lo slogan: Stronger Than Time.

Da padre a figlio: quanto è importante tramandare una passione così forte?

Più che importante, per un padre, penso sia un onore. Soprattutto quando non lo hai imposto. Quando è stata una scelta nata in modo naturale, forse per aver raggiunto una certa sintonia? Chissà, mi piace pensarlo. Credo abbia a che fare anche con una forma di considerazione reciproca e di rispetto. Ovviamente, per un collezionista, è importante sapere che tutto ciò che ha acquistato e scelto accuratamente possa continuare a vivere. E il fatto di avere un figlio che possa farlo è una sensazione assolutamente rassicurante.

Parliamo di GOT: un'intera community con la tua stessa passione. Per te, cosa significa condividere?

Significa arricchirsi l’uno con l’altro, attraverso suggerimenti, piccole e grandi scoperte, per far diventare quella passione sempre più grande. E a volte – anzi, sempre – solo chi ha la tua stessa passione ha il desiderio di ascoltarti, perché sa che gli stai trasmettendo qualcosa che gli interessa davvero.

 

Per esempio, c’è un particolare interessante di Classe G che, tra i componenti della community di GOT, potrebbe generare ore e ore di conversazione: la finitura della vernice di Classe G col trasparente ceramico. Tutte le auto hanno una finitura trasparente, ma quella di classe G è una delle poche a essere ceramica, il che la rende quasi impossibile da graffiare. Pensate a quante storie potrebbero esserci dietro ai tanti graffi che Classe G ha saputo evitare, grazie alla sua indistruttibilità? Infinite, come la nostra passione per una vera leggenda.