Una Mercedes-Benz deve sempre sembrare una Mercedes-Benz”. Con queste parole Bruno Sacco riassumeva la sua idea di design che, per oltre 40 anni, ha messo al servizio della casa di Stoccarda.

 

Poliedrica e innovatrice, la storia di Bruno Sacco è una storia davvero speciale, legata in modo indissolubile al design della Stella, in particolare alla linea SL. Sarà proprio la sua matita a dare vita a modelli che sono diventati delle vere e proprie icone, entrando di diritto nella storia dell’automobile: dalla 300 SL (serie W 198, dal 1954 al 1957) alla serie R 129 SL (dal 1989 al 2001), per citare solo le più famose.

 

L’amore per le automobili di Bruno Sacco fu un vero e proprio colpo di fulmine, acceso dall’incontro – quasi casuale – con una Studebaker Commander del 1950 progettata dal francese Raymond Loewy. Le linee morbide, con quel frontale futuristico che ricordavano un siluro, resteranno per sempre nella sua memoria.
 

Nato a Udine nel 1933, Sacco è un talento precoce. Prende in anticipo il diploma di geometra nel 1951 per poi trasferirsi, l’anno successivo, a Torino. Sarà proprio l’ex capitale d’Italia e città dell’automobile a esercitare un’influenza notevole sul futuro designer. Nei primi anni ’50 Torino è infatti una fucina di nuove idee, con influenze che arrivano direttamente dagli Stati Uniti e che vengono assorbite dalle nascenti carrozzerie della città. Fiat e Lancia, insieme a Pinin Farina, Nuccio Bertone, Gigi Michelotti e Carrozzeria Ghia saranno i pionieri del nuovo design e delle sperimentazioni legate all’automobile. Sacco entrerà in contatto con questo ambiente vivace, ricco di talenti, imparando non solo il mestiere, ma soprattutto a dare forma a un proprio stile personale.

Bruno Sacco

E fu proprio presso Ghia che Sacco, a partire dalla fine del 1955, riuscì a fare esperienza sulla modellistica in un periodo irripetibile, dove la carrozzeria torinese era a capo del design di auto da sogno come la Gilda, su piattaforma Chrysler e la Karmann-Ghia, su piattaforma Volkswagen.

 

In questo ambiente, Sacco avrà modo di collaborare con personalità di grande esperienza come Giovanni Savonuzzi o Sergio Sartorelli e, anche grazie alla sua conoscenza della lingua tedesca, avrà l’occasione di entrare in contatto con Karl Wilfert – allora responsabile delle prove di carrozzeria Mercedes-Benz – che lo inviterà nello stabilimento di Sindelfingen alla fine del 1957 per poi assumerlo, come secondo designer, nel 1958 con uno stipendio inziale di 650 DM mensili. Da allora, Bruno Sacco si dedicherà a Mercedes-Benz per tutta la sua carriera, fino al pensionamento avvenuto nel 1999, portando la casa di Stoccarda lungo un percorso fatto di successi e innovazioni come la Mercedes-Benz 600 (W 100, dal 1963 al 1981) e la leggendaria 230 SL, conosciuta con il nome “Pagoda” (W 113, dal 1963-1971). In più, come Gestore del design per le ricerche sulla sicurezza si dedicherà anche a due veicoli sperimentali con motore Wankel C 111 (1969) e C 111-II (1970).

230SL

Nel 1975 Sacco prende il posto di Friedrich Geiger alla direzione del centro Stile Mercedes-Benz e si dedica a modelli commerciali di grande successo come la versione T della serie 123 presentata nel 1977, che passerà alla storia come prima station wagon della Stella. Ma è anche il periodo della Classe S W 126 del 1979 e della SC Coupé del 1981. E sarà proprio la serie 126 il capolavoro di Bruno Sacco tanto che, ad anni di distanza, dirà: “La serie 126, in tutte le sue forme, è la cosa migliore che abbia fatto per Mercedes-Benz”. Non a caso, dopo il pensionamento c’era una un’elegante 560 SEC blu scuro, conservata con orgoglio, nel suo garage.

Classe S W126

Ma dalla sua matita poliedrica nacquero anche i modelli più recenti come Classe A, SLK e la Classe S. Possiamo dire che fu il senso dell’estetica di Bruno Sacco, unito a uno straordinario senso della funzionalità, a rendere riconoscibile una Mercedes-Benz e a farne ciò che è oggi: un simbolo di eleganza, di stile e di innovazione senza tempo.

 

L’identità della serie di modelli deve essere mantenuta da una generazione all’altra…” diceva Sacco “… per evitare che una generazione appaia vecchia dopo la presentazione della generazione successiva. Inoltre, ogni Mercedes-Benz deve essere riconoscibile come rappresentante di questo marchio in tutto il mondo”. E per tutta la sua carriera Sacco si è dedicato a raggiungere questo obiettivo, riuscendo non solo a raggiungerlo ma spesso a superarlo.

 

A coronamento di una lunghissima carriera, ricca di riconoscimenti e successi, Bruno Sacco è stato inserito nella “Automotive Hall of Fame” di Dearborn nel 2006 e nella “European Automotive Hall of Fame” di Ginevra nel 2007 consegnando il suo nome alla storia, come una delle grandi star del design mondiale.

Classe S

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